Autoreferenziale
29 Giugno 2008, 12:22
Mi contraddico, forse?
Ebbene sì, mi contraddico,
(Sono vasto, contengo moltitudini).
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Song of Myself, Walt Whitman
29 Giugno 2008, 12:22
Mi contraddico, forse?
Ebbene sì, mi contraddico,
(Sono vasto, contengo moltitudini).
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Song of Myself, Walt Whitman
27 Giugno 2008, 18:59
Non erano certo necessari i venti roventi di Ferrara o gli asfalti squagliati di Roma, per cuocermi come un marshmallow e farmi grondare di sudore. Sarebbe stato più che sufficiente rivivere l’attimo di te alla finestra di camera tua, annaffiatoio giallo in mano, a dare l’acqua alle piantine di basilico appena nate nel vaso sul davanzale. Rinfrescavi la terra col garbo della mamma che rinfresca il sedere del bimbo col borotalco e sorridevi con l’entuasiasmo di chi crea e ama e la dolcezza di chi lo fa col cuore e non con la mente. Parlavi con le piantine la lingua della natura: « ecco l’acqua, finalmente! », e bagnavi le verdissime foglioline con la delicatezza della rugiada. E loro (le ho sentite!) hanno gioito come gioscono gli scoiattoli alla vista della ghianda. Uno squittìo felice e corale, qualcosa di simile.
Bastava questo per commuovermi alla meraviglia della vita. Non avrei sudato, ma lacrimato. Ma tanto sempre di acqua salata si tratta, no?
19 Giugno 2008, 12:36
“Io ascolto i cittadini, devo dare loro risposte, e nessun politologo o statistico mi convincerà del contrario. Se anche la criminalità in termini assoluti o statistici non fosse cresciuta, è cresciuta nel paese la percezione di una violenza diversa [...]”
George Orwell, 1984 Ignazio La Russa, La Repubblica.
Studi statistici europei − che vantano una neutralità politica indiscussa − descrivono l’Italia come uno dei paesi più sicuri al mondo. Tanto per sparare una cifra, dal 1995 al 2008 i reati sono calati del 38%. Eppure si continua a spernacchiare ossessivamente la parola “sicurezza”. Soldati in città, pistole ai vigili, ronde notturne. Poco prima delle elezioni pareva che messo il naso fuori casa si rischiasse un agguato del diavolo in persona (di nazionalità rumena, sia mai). Tutto falso. E il ministro non chiede scusa ai cittadini per le menzogne, ma continua a rimarcarle: poco importa dei dati reali, ciò che conta è la percezione dei cittadini. Poi che si tratti di una percezione con fondamenta razionali oppure frutto della psicosi da TG di regime non fa differenza. Anzi, la seconda è molto più veritiera della prima.
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→ ombra ci segnala altri dati sulla sicurezza in Europa e in Italia, a cura dell’università di Trento. Anche da essi si evince l’esatto contrario di ciò che ci danno da mangiare tutti i giorni.
17 Giugno 2008, 19:33
Non ci sono parole per descrivere ciò che sta succedendo l’Italia. Ogni volta che l’ingegnere inventa l’escamotage di turno per pararsi le chiappe si pensa sia l’ultima, della serie: ok, ci affidiamo alla Provvidenza, fateci sta puntura e che non se ne parli più. E invece riesce sempre a superarsi. Prima erano leggi ad personam, da vomito. Però erano leggi, e magari il latino non lo capiscono tutti. Ora si tratta di un emendamento salva premier, abilmente infilato nel decreto “sicurezza”. Quindi pronto a saltare l’iter legislativo per entrare subito in vigore. E oltre a parare il culo alla cosca, provoca immensi casini ovunque.
Eppure nessun dissenso tra la gente.
Che posto è diventato, l’Italia. Ho la nausea.
13 Giugno 2008, 23:59
..ci sono anime sparse che lo fanno, che prendono e partono per un viaggio di sola andata e non ritorno; che tirano in aria il castello di carta, frutto di anni di manovalanza forzosa, agli ordini di una grassa e unta società e per ottenere cosa? una flaccida illusione di successo… dio li benedica, loro che cambiano la ragione del proprio sudore, (non più lo stress), loro che scendono dal treno in corsa e rotolano giù, giù per la discesa, sfrontati e ridenti verso la libertà, verso l’islanda, che so?, per vangare la terra, mungere le vacche e sorridere alla notte: loro sono anime pie e coraggiose e hanno la mia ammirazione..
12 Giugno 2008, 22:25
Lo sappiamo che ormai sei vecchio e che la tua fine è imminente perché così vuole la natura; è evidente inoltre che il tuo cervello comincia a svalvolare e dobbiamo ammettere che ci fai quasi pena, come può farci pena un anziano che perde i colpi e inizia a parlare a vanvera; eppure non finisco mai di sperare nella tua fine e nella caduta dell’impero che hai contribuito a mettere su. Perché se è vero che il palazzo s’è edificato da sé, dal magma della storia, tu ne sei stato un ottimo ingegnere e investitore.
Tu sì. Tu che incarni l’italiano provetto - sarà per questo che tanto piaci? -, il ladruncolo, il donnaiolo, il furbastro, il caciarone, tu, che puntualmente confermi tutti gli stereotipi e tutti i luoghi comuni che ci affibbiano, tu, che ci ridicolizzi con le tue battutine da giullare in mondovisione, tu senza vergogna, tu con la tua superficialità meschina, col tuo sorriso di plastica e la testa asfaltata, tu con le tue borse agli occhi che sembrano quelle di noi tutti, gli altri italiani, stanchi di te e della casta che rappresenti e proteggi, stanchi di te e del tuo spudorato attaccamento al potere e ai soldi, e ancora potere e ancora soldi, perché tu, venale imprenditore, tu, avido latifondista, tu ladro, amico della mafia, corruttore di giudici, tu complice di crimini di guerra, tu subdolo oppressore, tu involucro vuoto, tu mummia, tu killer, tu profittatore che disonori il tricolore - e dillo che pure tu ti ci puliresti il culo -, proprio tu che zittisci e censuri, che definisci eroi i mafiosi, tu che non hai idee ma solo interessi, tu che sei un incompetente, tu che parli per smentirti e agisci per arricchirti, tu che ti nascondi ai ciechi e te ne vanti, tu, brutto cane irrispettoso, amico degli amici e nemico della gente, mago illusionista, abile mistificatore della realtà, manipolatore di coscienze, sfruttatore delle masse, blasfemo ciarlatano, ipocrita ridente, sì proprio tu, maledettissimo cancro, riesci sempre a farmi vergognare di essere italiano e di parlare la tua stessa lingua.
10 Giugno 2008, 14:48
Bush domani viene a Roma e sarà scortato dai Nocs e verrà ricevuto prima dal nostro capo del governo, poi dal capo di stato, infine dal Papa. Oggi, a pagina 5 de il manifesto si legge:
L’Italia incrementa le spese militari. È ottava nel mondo.
Un paese in crisi, l’Italia? Ma a giudicare dalle spese militari non si direbbe. Alla vigilia dall’arrivo di Bush a Roma, vale la pena sottolineare i dati contenuti nel Rapporto per i diritti globali presentato ieri a Roma alla Cgil. Eccoli: 29,9 miliardi di dollari stanziati nel 2006 dall’Italia, che si piazza all’ottavo posto della classifica mondiale delle spese militari del 2007. E nel 2008 la spesa è stata aumentata di circa 2 miliardi. Tutto è avvenuto con il governo Prodi, dunque non c’è antiberlusconismo che possa smentirlo. Non va meglio nel resto del mondo, dove negli ultimi dieci anni la spesa militare è cresciuta complessivamente del 37%. Tutto il mondo spende 1.200 miliardi di dollari ogni dodici mesi, con soli 15 paesi che insieme spendono l’83% del totale e gli Stati Uniti nettamente al primo posto col 46% nella spesa complessiva. L’amministrazione Bush/Cheney lascia gli Usa con la spesa militare più alta di sempre: 515 miliardi di dollari per il 2008/2009, con un aumento dell’8% rispetto l’anno precedente.
L’Italia quindi, rifacendo i conti, attualmente sborsa 32 miliardi di euro l’anno per spese militari. Però per abolire l’ICI sulla prima casa si tagliano i fondi all’università, all’ambiente, alla scuola, al trasporto pubblico e alla solidarietà sociale. Arrivando a rastrellare denaro nei fondi per le paraolimpiadi o per il telefono azzurro. O a pagare chi fa ricerca 950€ (più che precari) al mese. Per fare che? Per finanziare a pioggia la guerra (o la sicurezza, come la chiamano), per sostenere campagne imperialiste che vanno a braccetto col fantasma del terrorismo. Insomma per guadagnare sulla paura e l’odio per il prossimo; per investire sul male e sulla morte.
I dati parlano chiaro, le chiacchere stanno a zero: oggi, nel mondo, non si guarda più in faccia nessuno. Non parlatemi di complessità geopolitiche o retaggi storico-culturali, perché francamente la penso come Giorgio Gaber:
« anche i cattivi governi sono la conseguenza naturale della stupidità degli uomini ». È tutto molto semplice: siamo stupidi e ci meritiamo tutto questo. (O forse, tutti insieme, nel nostro piccolo, possiamo fare qualcosa per cambiare? — magari cominciando a spengere la Tv, e ad accendere il cervello).